Errori da evitare: La candeggina

La muffa è un organismo vivente pluricellulare, un agglomerato di miliardi e miliardi di miceli, che si riproduce e diffonde attraverso le spore soprattutto in ambienti umidi. Nei video precedenti vi abbiamo proposto dei validi consigli per ridurre la probabilità di comparsa e diffusione della muffa, ma non sempre bastano. Esistono infatti infiniti fattori e variabili che possono portare la muffa a diffondersi in un’ambiente della vostra casa.

Non è la fine del mondo, basta intervenire tempestivamente per bloccarne la diffusione. Ma è qui che bisogna fare attenzione e porsi una domanda fondamentale:

Come si combatte la muffa?

Cercando su internet ci si può imbattere in migliaia di metodi, da quelli più naturali a quelli più invasivi, che tuttavia possono addirittura peggiorare la situazione.

Per questo abbiamo deciso di vedere con voi i 4 principali errori da evitare quando decidete di rimuovere questo sgradevole ospite.

  1. Usare candeggina
  2. Grattare la muffa con carta vetrata
  3. Scarsa aerazione
  4. Rimedi fai-da-te

Candeggina: Soluzione o danno?

La soluzione più semplice, diffusa ed economica è la miscela di acqua e candeggina, una rapida azione home-made capace di togliere in poco tempo le fastidiose macchie di muffa dalle pareti. Apparentemente vantaggiosa dal punto di vista economico e sanitario, presenta in realtà molte controindicazioni.

La candeggina è infatti composta da elementi chimici volatili che evaporano molto facilmente: passando dallo stato liquido a quello gassoso, il prodotto finisce quindi per perdere del tutto le sue proprietà e la sua efficacia. In questo modo l’azione della candeggina colpisce solamente la macchia di muffa in superficie, senza coinvolgere in profondità la causa della formazione e permettendo alle spore più radicate di sopravvivere e proseguire il loro ciclo vitale, ricominciando gradualmente ad annerire la superficie interessata. Superficie che sarà indebolita dall’azione corrosiva della candeggina, e dunque maggiormente vulnerabile alla proliferazione della muffa su un’area più vasta rispetto alla macchia precedente.

Proprio per questa efficacia a livello superficiale, la candeggina può funzionare su superfici dure e lisce, come le piastrelle dei bagni, i sanitari o i lavandini delle cucine, ma non è in grado di agire contro la muffa in casi di superfici morbide e porose come legno, intonaco o cartongesso.

Strofinare con maggiore forza la macchia per raggiungere i livelli più profondi non è tuttavia la soluzione, ma anzi favorisce il distacco delle spore, che disperse nell’aria possono essere facilmente inalate da persone e animali domestici, causando reazioni allergiche e potenziali patologie al sistema respiratorio.

Ma non solo: la candeggina stessa può rappresentare un pericolo per la salute della famiglia. La predisposizione all’evaporazione produce infatti l’esalazione nell’atmosfera di gas dannosi per l’organismo dell’uomo e, soprattutto, dei soggetti in tenera età. Sommandosi con le spore tossiche rilasciate dalla muffa nell’ambiente circostante, tali sostanze possono generare un mix tossico altamente pericoloso.

La conclusione è abbastanza chiara, no? Il primo passo per combattere la muffa è abbandonare la candeggina, che non è risolutiva e anzi espone le persone a rischi maggiori.

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